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07 NOV 2019

News

A Verona irrompono i grandi

Il meglio dell’equitazione mondiale si è data appuntamento a Verona per la 19^ edizione di Jumping Verona che avrà il suo culmine domenica con la quarta tappa della Longines FEI Jumping World Cup™. Basta scorrere il ranking FEI per capire subito il livello altissimo della tappa italiana di Coppa. I primi quattro al mondo sono qui. Guida il gruppo il numero 1 al mondo lo svizzero Steve Guerdat, campione in carica di Coppa del Mondo conquistata quest’anno a Goteborg. Non una novità per lui già campione in Coppa nel 2015 e 2016. Per Guerdat un palmares da brividi con l’oro olimpico a Londra 2012 in sella a Nino de Buissonnets (“un guerriero” lo definisce Steve) e il bronzo a squadre a Pechino 2008. Un Campionato europeo 2009, un argento e un bronzo a squadre. “E’ bello essere tra i migliori ma io non ci bado. La mia vita non è cambiata, neppure dopo la medaglia d’oro a Londra. Il mio difetto? Sono chiuso, riesco a liberare me stesso solo quando sono a contatto con i cavalli. Chissà, magari con l’avanzare dell’età diventerò più socievole. Ora la mia vita è ancora con i cavalli”.

A insidiare da vicino Guerdat c’è il connazionale Martin Fuchs terzo a Jumping Verona nel 2018 e campione d’Europa in carica titolo vinto a Rotterdam lo scorso agosto. Nel suo primo anno da seniores, il 2014, Martin Fuchs vince il titolo di campione di Svizzera. A partire dal 2015 diventa componente fisso della prima squadra elvetica sempre in sella a Clooney: quell’anno è bronzo a squadre nel Campionato d’Europa di Aquisgrana, nel 2016 all’Olimpiade di Rio è 9° nella gare individuale e 6° a squadre. Nel 2017 è 3° a squadre nell’europeo di Goteborg, quindi il grande successo del Campionato del Mondo di Tryon con l’argento individuale e il 4° posto a squadre. Martin inizia a montare grazie al nonno Mathias che appassionato di montagna e di animali, comincerà allevando mucche prima dei cavalli, acquista una scuola di educazione a Zurigo. E’ da questa scuderia che Martin comincerà a montare giovani cavalli. “Con la vittoria dell’europeo a Rotterdam ho trovato consapevolezza dei miei mezzi. Qui a Verona ho portato tre cavalli ma non Clooney con il quale ho vinto a Rotterdam e spero di fare bene perché affronto questo appuntamento sempre con grande piacere. Ogni giorno ci sono gare intense, lo scenario è magnifico e il phatos che c’è la domenica per la Coppa del Mondo è unico”.

Nel terzo gradino del ranking FEI c’è il tedesco Daniel Deusser. E’ lui il campione in carica a Verona con la straordinaria vittoria dello scorso anno con Calisto Blue. Deusser ha davvero un buon rapporto con la Coppa del Mondo dove nella passata stagione ha collezionato quattro successi. E’ stato bronzo olimpico a Rio a squadre, due volte argento a squadre agli europei a Herning nel 2013 e a Aachen nel 2015.

Nel fenomenale poker il quattro posto del ranking è saldamente in mano allo svedese Peder Fredricson, argento a Rio 2016 individuale e sempre argento nel 2004 a Atene a squadre. Campione europeo nel 2017 individuale e argento a squadre. Nel 2019 ha vinto la Coppa delle nazioni a Piazza di Siena. Fredricson, come molti cavalieri, uno su tutto Steve Guerdat, cura la massima attenzione e dedica quasi l’intera giornata alla cura del suo cavallo. Ma soprattutto si rigenera con lunghe sedute quotidiane di yoga.

Da non sottovalutare l’irlandese Darragh Kenny numero 9 e fresco vincitore della finale del circuito FEI della Coppa delle Nazioni. Il tedesco Christian Ahimann, numero 10 al mondo e vincitore della tappa di Coppa del Mondo a Verona nel 2013 e il connazionale Marcus Ehning, argento a squadre all’Europeo di Rotterdam. Feeling con Verona è più che confermato anche per il belga Niels Bruynseels, numero 14 del ranking ,secondo nel 2018 come il compagno di nazionale Peter Davos (numero 7) entrambi campioni d’Europa a Rotterdam l’agosto scorso.

Agguerrita la truppa delle amazzoni. L’australiana Edwina Tops Alexander, la greca Athina Onassis e tra le più attese la statunitense Jessica Springsteen seconda nella tappa di Coppa del Mondo a Lione la scorsa settimana, come la francese Penelope Leprevost, oro a squadre a Rio 2016.

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